<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275</id><updated>2011-10-02T13:18:56.133+02:00</updated><title type='text'>LABORINTUS</title><subtitle type='html'>"Titulus est / Laborintus / quasi laborem / habens intus". Everardo il Tedesco, epigrafe di un trattato di retorica, sec. XIII.


Trad.
"Il titolo è / Laborintus / come se fatica / avesse al suo interno."</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>22</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-7275692426636006227</id><published>2007-11-28T00:30:00.000+01:00</published><updated>2007-11-28T00:33:47.498+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Il labirinto si dirama in altri vicoli, questo non è ancora, ma presto lo sarà, un vicolo chiuso. Proseguite per di qua:&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;http//laborintus.wordpress.com&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-7275692426636006227?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/7275692426636006227/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=7275692426636006227' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/7275692426636006227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/7275692426636006227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2007/11/il-labirinto-si-dirama-in-altri-vicoli.html' title=''/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-5133605273701575395</id><published>2007-06-01T14:18:00.001+02:00</published><updated>2008-12-09T06:56:02.557+01:00</updated><title type='text'>Labirintidi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RmAQUuOzS4I/AAAAAAAAADE/MrI-dvXtq6E/s1600-h/labirinto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RmAQUuOzS4I/AAAAAAAAADE/MrI-dvXtq6E/s320/labirinto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5071071128612719490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per quattro mesi ho fatto altro. E per altro, da neolaureato in Lettere, intendo poco in fondo, anzi poco in superficie.  E per superficie intendo sulla terra ferma. Ognuno ha il proprio modo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;shiftare&lt;/span&gt; (direbbe un mio amico che si è appena sposato) tra la terra ferma e il mare. Ognuno ha il proprio modo di capire quando è ora di tornare in mare, come nessuno meglio di Melville descrive nell'incipit di Moby Dick:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Ogni volta che m'accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada: io cheto cheto mi metto in mare. Non c'è nulla di sorprendente in questo. Se soltanto lo sapessero, quasi tutti gli uomini nutrono, una volta o l'altra, ciascuno nella sua misura, su per giù gli stessi sentimenti che nutro io verso l'oceano. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, in questi mesi ho trascorso molto tempo con molte persone. Tra queste persone ci sono anche i miei migliori amici, gente strana, comunemente strana. Strani a se stessi, strani tra di noi, strani all'altro che incontrano. Eppure c'è qualcosa di comune, che ci permette di usare parole come fiducia, famiglia (per chi non ne avuta una normale, o in alternativa ad essa), ma definire questo comune d(en)ominatore -  perché è qualcosa che ci domina e ci nomina, più di quanto noi dominiamo e nominiamo lui - è difficile. Parlo dei miei amici, ma è una riflessione che ognuno può spendere coi propri, è una fatto di tutti i giorni, che continua a stupirmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pensiero DuePuntoZero - che minacciosamente assomilglia nello scriverlo, al Bipensiero di Orwell - accade che cerchi una cosa, magari su Wikipedia, e poi t'incammini per un link, come faresti per un viottolo secondario in una città medievale, che sò, Siena. E allora mentre cerchi la tua Piazza del Campo - nel mio caso il significato di "propriocezione" - finisce che svicoli per un piccolo linkettino blu che dice: "labirinto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E scopri che ci sono dei pesci africani che hanno al loro centro un labirinto (Labirintidi), un organo che gli permette di respirare anche aria, di trascorrere un po' di tempo sulla terra. Eccoci, penso. Siamo noi, questi piccoli animali a bocca aperta. Così quando penso a R., che - pesce piccolo e muscolare - si spinge all'aperto, nelle pubbliche relazioni, nel precariato, nell'ansia da patentino sociale, vedo le branchie chiuse, e il suo labirinto in azione. E poi Z., che - mentre in mare scrive pensieri con piccole bolle, inventa lessico, produce parole, e tutti lo ascoltiamo in cerchio - sulla terra riproduce parole che non partecipa, grazie al suo labirinto riesce a non vomitare in faccia ai clienti l'inchiostro tossico da cui si sparpagliano i manuali universitari, gli opuscoli per ditte navali, i ciclostilati dei partiti. Et cetera et cetera. Quando li incontro, in superficie, vedo i lineamenti più o meno contratti, in base a quanto tempo mancano dal mare. Non ci diciamo molto, ci salutiamo a branchie strette, sicuri di rivederci sui fondali. E penso che in fondo il nostro labirinto è un organo che ci siamo costruiti toccandoci a vicenda, che ci permette  di alimentarci di storie da portare al mare.  Il labirinto che siamo ci protegge. I Labirintidi sono un po' ovunque, dall'Australia a Bologna, da Parigi alla Finlandia, si riproducono, mutano clima e abitudini, il solo modo per riconoscerli è toccargli la pancia. Se avvertite strane cartilagini cunicolanti, offritegli dell'acqua - verbale o fisica - e se vedrete distendersi il viso, aprirsi strane feritoie sui fianchi da cui escono strane voci, strani discorsi a cascata come bolle, eccoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avviso ai naviganti: ci si vede in mare!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-5133605273701575395?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/5133605273701575395/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=5133605273701575395' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/5133605273701575395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/5133605273701575395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2007/06/labirintidi.html' title='Labirintidi'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RmAQUuOzS4I/AAAAAAAAADE/MrI-dvXtq6E/s72-c/labirinto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-6562266970744191435</id><published>2007-02-22T16:43:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T06:56:02.740+01:00</updated><title type='text'>Sheep in the fog</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/Rd27fuGOOrI/AAAAAAAAAC0/dXAqSw1H2EQ/s1600-h/rothko_blackGrey.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/Rd27fuGOOrI/AAAAAAAAAC0/dXAqSw1H2EQ/s320/rothko_blackGrey.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5034386112094550706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;span style="font-variant: small-caps;font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first"&gt;&lt;span style="font-variant: small-caps;font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;Sheep in the fog&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="first"&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="first"&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;The hills step off into whitness&lt;br /&gt;People or stars&lt;br /&gt;Regard me sadly, I disappoint them &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;The train leaves a line of breath&lt;br /&gt;O slow&lt;br /&gt;Horse the colour of rust &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;Hooves, dolorous bells -&lt;br /&gt;All morning the&lt;br /&gt;Morning has been blackening. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;A flower left out.&lt;br /&gt;My bones hold a stillness, the far&lt;br /&gt;Fields melt my heart. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;They threaten&lt;br /&gt;To let me through to a heaven&lt;br /&gt;Starless and fatherless, a dark water. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-variant: small-caps;font-family:Garamond;font-size:130%;"  lang="EN-GB" &gt;Pecorella nella nebbia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le colline sconfinano in bianchezza.&lt;br /&gt;Persone o stelle&lt;br /&gt;Mi guardano con tristezza, le deludo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il treno lascia una linea di respiro.&lt;br /&gt;O lento&lt;br /&gt;Cavallo colore della ruggine,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zoccoli, dolenti campane -&lt;br /&gt;Per tutta la mattina la&lt;br /&gt;Mattina si è andata annerando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un fiore trascurato.&lt;br /&gt;Le mie ossa hanno requie, i campi&lt;br /&gt;Lontani mi sciolgono il cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Minacciano&lt;br /&gt;Di assumermi fino a un cielo&lt;br /&gt;Senza stelle né padre, acqua buia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sylvia Plath, in &lt;/span&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;Lady Lazarus e altre poesie&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, Mondadori, Milano 1998, € 7, 80.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(La tela è invece di Rothko, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;Black and Grey)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-6562266970744191435?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/6562266970744191435/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=6562266970744191435' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/6562266970744191435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/6562266970744191435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2007/02/sheep-in-fog.html' title='Sheep in the fog'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/Rd27fuGOOrI/AAAAAAAAAC0/dXAqSw1H2EQ/s72-c/rothko_blackGrey.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-4928371820584631151</id><published>2007-02-01T15:11:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T06:56:02.911+01:00</updated><title type='text'>Torsioni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RcNFrYSARNI/AAAAAAAAACo/6UAKE74GAs8/s1600-h/1944tri3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RcNFrYSARNI/AAAAAAAAACo/6UAKE74GAs8/s320/1944tri3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026938220630262994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 85.9pt 0.0001pt 81pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;i style=""&gt;“La verità è che il modo scientifico di guardare un fatto non è il modo di guardarlo come un miracolo."&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;i style=""&gt;L.Wittgenstein&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 85.9pt 0.0001pt 81pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nei portici, con la sporta della spesa nella destra, un fastidio. E c’è un Gennaio invadente, volgare, che ti costringe a un discorso freddo, a un riparo. Le traettorie del chiunque sono un gioco destra o sinistra, uno sputo quello sguardo da trenta centimetri, che prima di asciugarsi aumenta il freddo. Ma questa è l’ora in cui la mia giornata forma un semipiano. Tra le sei e le sette è la paralisi che attendo. Oggi, alla sprovvista, mi coglie in strada. Esco dai portici, a cinquanta metri da casa, sono le gambe il primo segnale dell’evento. Come acqua calda, che si apra dall’interno, sale alla testa. La testa cade, si appoggia sui pochi muscoli dorsali. Ed è come si spezzasse dal collo, come si aprisse dal collo un occhio polifemico, largo, una sinestesia, in cui la vista si mischia all’aria, più spazio. La lacrima è una contrazione della metamorfosi, il suono che avverte che ora il cielo cade nel collo. Gli occhi normali si vergognano. Un po’ di sangue, prima che cicatrizzi sporca la nuova retina-trachea, nutre un immagine di cielo, la realizza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(Questo scrivevo lo scorso Gennaio...)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-4928371820584631151?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/4928371820584631151/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=4928371820584631151' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/4928371820584631151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/4928371820584631151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2007/02/torsioni.html' title='Torsioni'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RcNFrYSARNI/AAAAAAAAACo/6UAKE74GAs8/s72-c/1944tri3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-5789730108615215170</id><published>2007-01-27T16:27:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T06:56:02.989+01:00</updated><title type='text'>Una partita a scacchi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/Rb2ygCiaAcI/AAAAAAAAACQ/btvTQLhzHIs/s1600-h/chess.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/Rb2ygCiaAcI/AAAAAAAAACQ/btvTQLhzHIs/s320/chess.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025369022722081218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"My nerves are bad tonight. Yes, bad. Stay with me. &lt;/span&gt;&lt;dl&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Speak to me. Why do you never speak. Speak. &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   "What are you thinking of? What thinking? What? &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"I never know what you are thinking. Think."&lt;/span&gt;&lt;p&gt;  &lt;/p&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I think we are in rats' alley &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Where the dead men lost their bones.&lt;/span&gt;&lt;p&gt;  &lt;/p&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"What is that noise?" &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dd&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                The wind under the door. &lt;/span&gt;&lt;/dd&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"What is that noise now? What is the wind doing?" &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dd&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                                Nothing again nothing. &lt;/span&gt;&lt;/dd&gt;&lt;dd&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                                        "Do &lt;/span&gt;&lt;/dd&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"You know nothing? Do you see nothing? Do you remember &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Nothing?"&lt;/span&gt;&lt;p&gt;  &lt;/p&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   I remember &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Those are pearls that were his eyes.&lt;/span&gt;&lt;p&gt;  &lt;/p&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Are you alive, or not? Is there nothing in your head?" &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                                But &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;O O O O that Shakespeherian Rag-- &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;It's so elegant &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;So intelligent &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"What shall I do now? What shall I do?" &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"I shall rush out as I am, and walk the street &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"With my hair down, so. What shall we do tomorrow? &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"What shall we ever do?" &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                                        The hot water at ten. &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;And, if it rains, a closed car at four. &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;And we shall play a game of chess, &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Pressing lidless eyes and waiting for a knock upon the door.&lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Ho i nervi a pezzi stasera. Sì, a pezzi. Resta con me.&lt;br /&gt;Parlami. Perché non parli mai? Parla.&lt;br /&gt;A che stai pensando? Pensando a cosa? A cosa?&lt;br /&gt;Non lo so mai a cosa stai pensando. Pensa." &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Penso che siamo nel vicolo dei topi&lt;br /&gt;Dove i morti hanno perso le ossa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Cos'è quel rumore?"&lt;br /&gt;Il vento sotto la porta.&lt;br /&gt;"E ora cos'è quel rumore? Che sta facendo il vento?"&lt;br /&gt;Niente ancora niente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E non sai&lt;br /&gt;"Niente? Non vedi niente? Non ricordi&lt;br /&gt;Niente?" &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ricordo&lt;br /&gt;Quelle sono le perle che furono i suoi occhi.&lt;br /&gt;"Sei vivo, o no? Non hai niente nella testa?" &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ma&lt;br /&gt;&lt;i&gt;0 0 0 0 that Shakespeherian Rag... &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Così elegante&lt;br /&gt;Così intelligente&lt;br /&gt;"Che farò ora? Che farò?"&lt;br /&gt;"Uscirò fuori così come sono, camminerò per la strada&lt;br /&gt;"Coi miei capelli sciolti, così. Cosa faremo domani?&lt;br /&gt;"Cosa faremo mai?"&lt;br /&gt;L'acqua calda alle dieci.&lt;br /&gt;E se piove, un'automobile chiusa alle quattro.&lt;br /&gt;E giocheremo una partita a scacchi,&lt;br /&gt;Premendoci gli occhi senza palpebre, in attesa che bussino alla porta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da T. S. Eliot, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A game of Chess&lt;/span&gt;, in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Waste Land&lt;/span&gt;, B.U.R., Milano 1982, p. 91. € 7, 23.  (La traduzione è però presa da un paio di siti, perché vado un po' di fretta. Tuttavia, quella dell'edizione B.U.R., di Alessandro Serpieri, è migliore, ed è credo tutt'ora quella più curata nell'apparato critico. )&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RbtwqSiaAaI/AAAAAAAAAB8/29LeUgiR_So/s1600-h/272239316_7b27fbc352_o.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-5789730108615215170?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/5789730108615215170/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=5789730108615215170' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/5789730108615215170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/5789730108615215170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2007/01/una-partita-scacchi.html' title='Una partita a scacchi'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/Rb2ygCiaAcI/AAAAAAAAACQ/btvTQLhzHIs/s72-c/chess.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-2337961316009455007</id><published>2007-01-27T15:44:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T06:56:03.072+01:00</updated><title type='text'>Semplicemente guardando</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/Rbtm6yiaAZI/AAAAAAAAABw/DJgG9Waag0A/s1600-h/Lago+e+Bambini-+ridottt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/Rbtm6yiaAZI/AAAAAAAAABw/DJgG9Waag0A/s320/Lago+e+Bambini-+ridottt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024722969446449554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"La rapida ascesa della fotografia ha anche a che fare, temo, con la nostra sfiducia nel linguaggio; di recente, i contorni reali di guerre e altre barbarie sono stati traditi dalle parole; forse speriamo di poter ritrovare la verità semplicemente guardando."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da R. Adams, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La bellezza in fotografia&lt;/span&gt;, Bollati Boringhieri, Torino 1995, p. 23.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Lo scatto qui sopra è mio, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;San Martino di Castrozza,&lt;/span&gt; in occasione del concerto all'aperto di Vinicio Capossela, con Paevl)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-2337961316009455007?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/2337961316009455007/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=2337961316009455007' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/2337961316009455007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/2337961316009455007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2007/01/semplicemente-guardando.html' title='Semplicemente guardando'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/Rbtm6yiaAZI/AAAAAAAAABw/DJgG9Waag0A/s72-c/Lago+e+Bambini-+ridottt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-4182386073937426601</id><published>2007-01-14T19:15:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T06:56:03.234+01:00</updated><title type='text'>Ti posso leccare?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RazTByiaAWI/AAAAAAAAABM/bz0d_DDQyl0/s1600-h/Lips.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RazTByiaAWI/AAAAAAAAABM/bz0d_DDQyl0/s320/Lips.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020619712310673762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Io capisco che esistono due tipi diversi di amore. C'è l'amore che dura per sempre. L'amore del matrimonio coi figli che crescono e si fanno la varicella e la scarlattina, con la vacanza al mare con la roulotte e il mutuo agevolato per la casa. E poi c'è l'amore che è una cosa di un attimo. E' come quando casca una stella cadente, che pure se sei uno scienziato che studia lo spazio pure tu esprimi il desiderio. Per quell'attimo che casca la stella, non ti metti a fare le teorie sulle stelle spaziali. Davanti a quella stella pensi al tuo desiderio come quando eri ragazzino. E io capisco che l'amore mio e di Marinella è proprio di questo tipo, l'amore di un attimo. Capisco che prima che Marinella smette di ridere io gli devo chiedere una cosa. Una soltanto in questo nostro amore che dura un secondo. Devo chiederlo prima che smette di ridere sennò l'amore mio sarà infranto per sempre, la stella cadente sarà già cascata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   Gli chiedo se "ti posso leccare? nuda... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ti posso leccare?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   Ma lei mi risponde che "...no. Mi fa schifo se tu mi lecchi." E smette di ridere."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da A. Celestini, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La pecora nera&lt;/span&gt;, Einaudi, Torino 2006.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-4182386073937426601?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/4182386073937426601/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=4182386073937426601' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/4182386073937426601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/4182386073937426601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2007/01/ti-posso-leccare.html' title='Ti posso leccare?'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RazTByiaAWI/AAAAAAAAABM/bz0d_DDQyl0/s72-c/Lips.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-6445354410724120437</id><published>2006-12-30T14:49:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T06:56:03.366+01:00</updated><title type='text'>Comfort e conforto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RZZy3b9TYzI/AAAAAAAAAAU/ayUwEdXvSLM/s1600-h/331498392_2bd81f303c.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RZZy3b9TYzI/AAAAAAAAAAU/ayUwEdXvSLM/s320/331498392_2bd81f303c.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5014321531846878002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Si può sfuggire in tanti modi alle festività, e ai correlati sentimenti universali a cui queste dovrebbero chiamarci: la bontà del natale, i fioretti per il nuovo anno, etc...  Ogni anno però, personalmente, non trovo inutile sfruttare la fine dell'anno per qualche bilancio, qualche pensiero dedicato. Il bilancio è una forma di raccoglimento e, per quanto suoni paradossale, credo che il termine economico sia piuttosto corretto per molte faccende umane ed interiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra immagine, più &lt;span style="font-style: italic;"&gt;en plein air&lt;/span&gt;, è pensarsi come un contadino che ripercorre i propri terreni, ne constata la crescita o i danni subiti dalla mancanza di piogge, mette le mani nel terreno e ne decide la sorte per il prossimo raccolto...pensare questo "tirare le somme" come una ricognizione, pensarsi spazio. A ognuno le proprie somme, io, nello scegliere un pensiero da condividere, uno spunto con cui tentare una ricognizione di gruppo, avevo un paio di idee: la prima era sul fascino delle finestre viste mentre si cammina una città, passione portatile e gratuita che scalda ogni mia passeggiata.&lt;br /&gt;Altra idea era di riflettere sull'immagine del "faro": pensare a quale consapevole o inconsapevole faro renda la navigazione di ognuno di noi più sicura, ci dia la certezza di un possibile approdo, ci assicuri a terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine ho optato per un pensiero comparativo, che è questo: da quali Comfort siamo dipendenti e da quali conforti? Piccola riflessione sull'etimo, che lega e divide allo stesso tempo i due termini: "Confortare", dal latino, significa "rendere forte", "rinforzare". Il conforto prende poi strade diverse, da un lato devia verso un'idea materiale di "agio", "benessere", dall'altro segue un versante spirituale, si arriva così a vederlo come un aiuto allo "sconforto", a una tristezza d'animo, a un'angoscia. La nostra vita, credo, si gioca decisamente in mezzo a questi due linee semantiche, viviamo questa dialettica, ognuno con la tranquillità che si merita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vengo al dunque, tento di "quagliare", come direbbe Matteo: quanto i comforts ci confortano, ci rendono cioè più forti? Quali conforti invece restano vitali nell'era dei comforts? Ad esempio credete che Internet non indebolisca la nostra fantasia, così come la televisione? Credete che Dante avrebbe scritto la Divina Commedia se non avesse &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dovuto&lt;/span&gt; immaginarsi l'Inferno o il Paradiso, ma si fosse appoggiato ad immagine filmiche, a stereotipi interpretativi? Quanto il cellulare indebolisce la ricerca dell'altro, quanto ci rende meno pronti alla solitudine? Sull'altro versante invece: credo sia fertile pensare alle cose che veramente ci confortano, ci rendono più resistenti, ci recuperano quando il nostro tessuto si lede, impediscono che la corda che siamo si sfibri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole sicuramente, gli amici di cui ci fidiamo, un buon risveglio e un buon caffè, una canzone, il tocco leggero o profondo di un altro corpo nudo, la semplicità di due pelli, un abbraccio - di quelli ai limiti delle lacrime o del sorriso - il miracolo della comunicazione, una gentilezza inaspettata, la fiducia che ci viene data, la malizia e il gioco della seduzione che ci fa sentire belli, vitali, ricchi anche con poco, una promessa, un buon paio di scarpe, una meritata gratifica, un immeritato colpo di fortuna, un film che ci riguarda, una felicità che ci coinvolge etc...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Liberi di continuare l'elenco.  Auguro a tutti un buon bilancio, per me il 2006 merita un 7 e 1/2! Per il 2007 auguro a tutti i miei amici un anno con meno Comforts e più conforti, ma soprattutto con deboli sconforti, per i quali comunque mi rendo, come sempre, disponibile! La speranza è di essere, e che voi continuiate ad essere per me, delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Comfort's stations&lt;/span&gt;, nel senso più pieno dell'immagine...!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-6445354410724120437?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/6445354410724120437/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=6445354410724120437' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/6445354410724120437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/6445354410724120437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/12/comfort-e-conforto.html' title='Comfort e conforto'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_XTXfNTVDmkE/RZZy3b9TYzI/AAAAAAAAAAU/ayUwEdXvSLM/s72-c/331498392_2bd81f303c.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-116291591535825490</id><published>2006-11-07T16:38:00.000+01:00</published><updated>2006-11-07T17:47:41.633+01:00</updated><title type='text'>No hay banda!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/silencio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/silencio.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Il silenzio è probabilmente una delle tematiche più declinate nelle discipline artistiche, filosofiche e religiose. Penso al Silenzio (il silenzio di Dio) di Bergman, alla musica di Cage - (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:georgia;font-size:85%;"  &gt;"Per me il significato essenziale del silenzio è     la rinuncia a qualsiasi intenzione", scriveva) - che compone una partitura muta: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: arial;font-family:georgia;font-size:85%;"  &gt;4. 33&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:georgia;font-size:85%;"  &gt;. Per quattro minuti e 33 secondi si siede al piano, in un vero teatro, e non suona nulla: nella prima registrazione si sente il vento che soffia, nella seconda la pioggia furoi dal teatro, nella terza i bisbigli indignati della platea. In letteratura penso alla reinterpretazione che Kafka fa del racconto omerico sulle sirene, in cui - racconta Kafka - queste in realtà non hanno cantato, ma, per un complesso meccanismo di suggestione razionale, l'equipaggio ha creduto di sentirle. David Linch, nel suo Mulholland Drive, sposta l'attenzione sulla virtualità del suono, sulla sua possibilità di essere riprodotto- credo pensando anche a Benjamin e al suo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: arial;font-family:georgia;font-size:85%;"  &gt;L'opera d'arte nell'era della sua riproducibilità tecnica&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:georgia;font-size:85%;"  &gt; - in mancanza della reale sorgente, in mancanza di orchestra, in mancanza di carne. E allora penso a Internet, alla quantità di voci senza sorgente - eppure quante ventole di computer, quante dita tamburellate sui tasti, quanti "copia e incolla" negli occhi, quanta carne. E allora mi diverto a pensare che in realtà ci possa essere un'unica persona dietro tutti i blogs, i posts, le mails, i links, gli script, gli url.  So che non è così, ma allora dove siete? Perché a volte sembra esserci più silenzio nel mondo che in rete, perché i miei amici copia e incollano per l'interno pianeta, ma raramente ci regaliamo una foto? Forse perché condividere, fuori da ogni virtualità, contempla una fatica maggiore, una risposta mancata, un possibile silenzio...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-116291591535825490?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/116291591535825490/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=116291591535825490' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/116291591535825490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/116291591535825490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/11/no-hay-banda.html' title='No hay banda!'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-116215152370115628</id><published>2006-10-29T20:33:00.000+01:00</published><updated>2006-10-29T20:55:27.193+01:00</updated><title type='text'>Che tu sia per me il coltello</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/grossman.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/grossman.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nessuna risposta per ora al mio primo tentativo di scrittura a più mani. Allora, diabolicamente, persevero. Pòsto (si dirà così?), un altro pezzetto scritto tempo fa. Rileggendolo mi sembra ancora discreto, quantomeno interessante. Era infatti il tentativo di porsi in panni femminili, ricordo di averci messo un certo impegno, per quanto concentrato in poco più di un'ora, e di aver utilizzato particolarmente lo stomaco. Ripensandoci ora la cosa più simile e ovviamente realizzata in maniera compiuta e, per come la vedo io, straordinariamente più profonda è il libro di Grossman - di cui la copertina - che non avevo ancora letto quando scrissi queste poche righe. Non cercate paragoni, neanche per scherzo, perché il libro di Grossman resta a mio parere inarrivato per la quantità e qualità di corpo che trasuda da ogni lettera, per la declinazione delle parti scansite dall'idealismo di un amore al maniferstarsi in esso nel modo più nudo e privo di vergogna, mettendo anzi come fondamenta il proprio lato meschino. Mi piacerebbe particolarmente ricevere commenti femminili, per sapere quanto credibile e centrato sia stato il tentativo. A voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non vedevo le tue vene da un po'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non vedevo le tue vene da un po’. Eri ingrassato, in uno dei tuoi periodi di staticità. Non riesco a immaginarti grasso, riesco a immaginarti stanco. E’ come ti si ingrassasse l’anima, in certi momenti sei molto più grasso dentro che fuori. E io non so perché.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E domani ci sposiamo. E io ti ho costretto e lo so. Questo mio saperlo non fa di me una persona migliore, ma una donna. Tu delle donne sai le debolezze, non la forza. Tu non conosci l’attesa e, per uno strano rapporto che non so spiegarti, non conosci l’istinto. Il tuo istinto è fatto di attese e gesti rapidi, il mio di prede e ferite. Non riusciresti a saltare da un balcone, perché non riusciresti ad aspettare il momento giusto. Io sì. E lo farò un giorno, quasi me lo immagino, se non avrò più il corpo a guidarmi, se il mio corpo sarà come certe parole che abbiamo detto questa sera ai nostri amici comuni. Che sono i tuoi, in realtà. Io li ho subiti, capiti, amati, come tu non sai fare. Parli dell’amicizia tra donne come di una farsa teatrale da quattro soldi, e perdi il senso di questa tragedia. Io sono amica del sole, il resto è lotta. E non pensare che sia triste, come dici, la tristezza è il tuo pomeriggio invernale, quieto ai limiti dell’assassinio. La nostra lotta ha regole, direi cavalleresche se non ti facessi ridere, onori, riconoscenze, alleanze. Tu crei territori di pace per avere più tempo per la tua guerra, e un compagno di vino per la sconfitta. E’ bello guardarvi accarezzzare la vita come un cane, combatterla come un avversario alla pari, incensarla come un idolo. Io, di quell’idolo, conosco l’ira, la sete, il codice del sacrificio. Per te il sacrificio è un debito al caos, per me è un tributo razionale. Io so, io devo, io sento. Tu credi, tu puoi, tu cerchi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-116215152370115628?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/116215152370115628/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=116215152370115628' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/116215152370115628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/116215152370115628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/10/che-tu-sia-per-me-il-coltello.html' title='Che tu sia per me il coltello'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-116128417313800458</id><published>2006-10-19T20:41:00.000+02:00</published><updated>2006-10-19T20:56:13.153+02:00</updated><title type='text'>Cercare casa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/152946720_463a925b2f_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/152946720_463a925b2f_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Dunque: quello che segue è un mio racconto, inizio, idea, poco di più. In questo blog non  ho mai pubblicato cose mie, questo perché ho per ora utilizzato il blog come espressione laterale, pretesto per fissare passi e pensieri altrui, con cui ognuno potesse entrare in contatto senza la mia ingombrante presenza. Ovviamente, per la stretta cerchia di amici ogni post parlava un po' di me, come ogni citazione, passando attraverso un soggetto, si modifica. Questa volta però metto un po' di mie parole con l'idea, mai realizzata, che qualcuno possa continuarle. Chi in questo incipit intravede parole con cui proseguirlo è libero di farlo, e eventualmente di farmelo sapere. Metto solo un copiright verbale su un possibile cortometraggio, che il mio coinquilino Alessandro pensava di realizzarci. Premessa più lunga del necessario, come spesso mi capita. A voi.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cercare casa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;        &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;Cercare casa, da sempre, ma questa volta entro domani. E Lunedì facce, mani e nomi che dovranno ripetermi, che alla prima li scordo, troppo concentrato sui tratti, concentrato nella distrazione. Adoro i traslochi, scegliere musica per un intero pomeriggio, trovare, buttare, liberare la forza di oggetti che parlano lingue dimenticate, invadenti. La senzazione di capire un sacco di cose dopo anni, davanti alle foto la nostalgia come un vento, che ti sbatte in faccia, ti scompone, sempre già dietro di te. E in un secondo altrove, con un bagaglio bianco, la sintesi essenziale di te, disfarlo in un albergo e vederlo trasformato, buttare sul letto libri, pezzi di pezzi, che se tu non ti ricordi loro mica ti sapranno dire perché li hai portati. In treno pensieri pratici, fino allo sfinimento riepilogare se hai preso tutto, poi la paura, realizzare che sei il tuo portafogli, il tuo bancomat e quattro numeri di telefono, un appuntamento. Cerco casa per dirmi che non c’è problema, una doccia, la mail, chiudermi per preparare i respiri a questa città letta, raccontata, sapendo che questo si dimentica al primo contatto umano. Succede continuamente di cercare casa, ogni rapporto lo è. C’è la casa in affitto, scelta alla prima impressione, ti ci indovini fare sesso, andare al bagno di notte, camminare nudo e scalzo, cene numerose e pulizie veloci. L’emozione è il criterio, le sue pareti consumarle di esperienze, non la vedrai invecchiare. Altra casa è il grezzo, il vuoto da riempire, il lento piacere del restauro, in cui il piacere si trova nel piccolo risolto, nel cambiare i filtri ai rubinetti, immobile minuti a vedere il flusso d’acqua più pieno e regolare, incanto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Albergo. Alla solitudine della singola rincara il prezzo, una volta e mezzo, ironia. E lo pago in anticipo, perché non c’è fiducia nel mio maglione che ha dieci anni, nei jeans macchiati dal caffè del treno, non smetterò mai di macchiarmi. I soldi, sono sempre troppi finché non sono pochi, così pago una cifra disonesta senza pensieri, la stanchezza vince sempre il mio senso pratico, è donna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Molti corridoi come questo, molti tappeti sui gradini sempre scuri perché devono durare, e la stessa senzazione che ogni cosa sia vecchia di un anno, e tu in ritardo. Per cosa? Mi piaceva pensare di sentirmi in ritardo rispetto a una persona che anni prima mi aveva aspettato li. L’immaginavo la mattina a fare colazione, sola, con imbarazzo dei camerieri stagionali. Il suo sguardo una domanda inespressa, che neanche lei sapeva di aspettare me. Da ragazzo c’era qualcosa come una malinconia mentre la immaginavo, nel suo triste anticipo, pagare la camera, chiamare un taxi, poi su un treno o peggio un aereo perdermi per sempre, mischiarsi al mondo, ferita senza sapere da chi.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ora pesa meno, perché sono di passaggio, perché ho un’agenda e due appuntamenti in più, perché qualcuno mi ha trovato. Forse anche Giulia era in anticipo e io mi sono inserito nel gioco del destino disinnescandone la crudeltà, o forse acuendola. Non c’è albergo che negli ultimi anni non abbia visto che con me, nessuna fessura per quell’uomo. Magari tra un paio d’anni lui passerà di qui, nella mia stessa camera, dopo una doccia scenderà per cenare, ma sarà tardi anche per chiedere ai camerieri; altri verranno dopo questi, più giovani, più ingenui, pronti a piegarsi a stipendi meno giusti. Potrei lasciargli un messaggio, penso, mentre cerco di aprire la zanzariera per fumare. E cosa scrivere? Scusa, o meglio, grazie. Ogni tanto quando le cose con Giulia non vanno, e lei si siede per terra, ovunque sia, mi sembra di vederlo nei suoi occhi, l’uomo che ha perso, prende la forma di una sigaretta per entrambi, a volte per me due. Tra la prima e la seconda lei, quasi sempre, cerca di controllarsi e si riavvicina a me, ma io ormai sono l’estraneo, mi sento un ladro, con l’unico merito di un tempismo troppe volte scambiato per volontà. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ora però lui ha sei mesi per trovarla sola. Una cosa è certa, se incontra me, non è con lei. Perché io ho sono a duemila kilometri per formare giovani designer, spiegargli come si crea un bisogno che non c’è, come si ricava il bello dall’utile, o come sostituire all’utile il bello in barba ai compratori. Tra cinque giorni mi danno casa, vicino all’istituto, per ora mi svuoto sul grande letto di questa matrimoniale a prezzo di singola, che da solo non è un grande risparmio. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mi chiedo come sarebbe il mio lavoro senza cellulare, che ora suona e io non so più non rispondere, mentre tolgo un paio di boxer la voce di un collega lava via quel gusto da straniero che da dieci ore inquinava ogni mio movimento.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E’ il mio contatto a Parigi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da qui in avanti tutto andrà veloce, conosco queste cose. Sono già stato invitato a cena, non saremo soli, molti di noi saranno stranieri quindi curiosi, si parlerà di lavoro, ma il giusto, perché molti saranno giovani, e inoltre nel mio campo non manca mai una certa ironia sul lavoro, una certa superiorità nei confronti dei clienti, la g&lt;i style=""&gt;ente&lt;/i&gt;,&lt;i style=""&gt; &lt;/i&gt;in gergo. Il ristorante, “L’industrìe”, sarà stato scelto dai pochi francesi tra noi, che avranno già numerose alternative per il post. Dico questo a Giulia, che mi chiama….&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-116128417313800458?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/116128417313800458/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=116128417313800458' title='8 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/116128417313800458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/116128417313800458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/10/cercare-casa.html' title='Cercare casa'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115818939037840177</id><published>2006-09-14T00:58:00.000+02:00</published><updated>2006-09-14T12:43:59.083+02:00</updated><title type='text'>Prendersi cura</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/242681167_409e095b29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/242681167_409e095b29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Da leggere al mattino e alla sera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che amo&lt;br /&gt;mi ha detto&lt;br /&gt;che ha bisogno di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo&lt;br /&gt;ho cura di me stessa&lt;br /&gt;guardo dove cammino e&lt;br /&gt;temo che ogni goccia di pioggia&lt;br /&gt;mi possa uccidere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-size:78%;" &gt;B. Brecht, Ivi., p.133.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;h2&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2 style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;L'esserci si prende cura di quanto gli sopravviene, e tale prendersi cura è il nostro modo proprio di coesistere con ogni altro ente nel nostro essere-nel-mondo. Anche gli altri esserci si incontrano con noi nel nostro prender cura: ma noi possiamo prenderci cura di essi ponendoci al loro posto, sottraendo loro il proprio prendersi cura e quindi dominandoli e rendendoli dipendenti da noi, oppure aiutandoli nel loro prendersi cura, affinché divengano trasparenti a se stessi e liberi nella propria cura. Nel primo caso si avrà una coesistenza inautentica, nel secondo caso una autentica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(estratto da un'analisi su Heidegger)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115818939037840177?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115818939037840177/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115818939037840177' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115818939037840177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115818939037840177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/09/prendersi-cura.html' title='Prendersi cura'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115807636032923279</id><published>2006-09-12T17:40:00.000+02:00</published><updated>2006-09-14T01:23:34.796+02:00</updated><title type='text'>Il passeggero</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/114-42674.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/114-42674.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il passeggero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando anni fa imparai&lt;br /&gt;a guidare la macchina, il mio istruttore mi imponeva&lt;br /&gt;di fumare un sigaro; e se&lt;br /&gt;nel groviglio del traffico o in curve strette&lt;br /&gt;si spegneva, lui mi spingeva via dalla guida. Durante&lt;br /&gt;la corsa raccontava barzellette e se io,&lt;br /&gt;troppo intento alla guida, non ridevo, mi strappava&lt;br /&gt;il volante di mano. Mi sento insicuro, diceva.&lt;br /&gt;Io, passeggero, mi spavento se vedo&lt;br /&gt;che il guidatore dell'auto è troppo intento&lt;br /&gt;alla guida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora quando lavoro&lt;br /&gt;mi guardo bene dallo sprofondarmi troppo in quello che faccio.&lt;br /&gt;Mi impongo più di una volta  di guardarmi in giro,&lt;br /&gt;talora interrompo il lavoro per conversare con qualcuno.&lt;br /&gt;Mi sono disabituato ad andare così forte&lt;br /&gt;da non poter fumare. Penso&lt;br /&gt;al passeggero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B. Brecht, Poesie, Einaudi, Torino 1992, p. 125.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115807636032923279?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115807636032923279/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115807636032923279' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115807636032923279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115807636032923279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/09/il-passeggero.html' title='Il passeggero'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115798961382569206</id><published>2006-09-11T17:37:00.001+02:00</published><updated>2006-09-11T17:46:53.843+02:00</updated><title type='text'>Ovunque proteggi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/cover_ovunque_proteggi.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/cover_ovunque_proteggi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;PROTECT'&lt;/b&gt;, v.t. [L.protectus, protego; pro and tego; to cover; Gr. with a prefix; Eng. deck. See Deck.] To cover or shield from danger or injury; to defend; to guard; to preserve in safety; a word of general import both in a literal and figurative sense. Walls protect a city or garrison; clothing is designed to protect the body from cold; arms may protect one from an assault; our houses protect us from the inclemencies of the weather; the law protects our persons and property; the father protects his children, and the guardian his ward; a shade protects us from extreme heat; a navy protects our commerce and our shores; embassadors are protected from arrest.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  Non dormo ho gli occhi aperti per te, &lt;br /&gt; guardo fuori e guardo intorno &lt;br /&gt; come è gonfia la strada &lt;br /&gt; polvere e vento nel viale del ritorno... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quando arrivi, quando verrai per me &lt;br /&gt; guarda l'angolo del cielo &lt;br /&gt; dove è scritto il tuo nome, &lt;br /&gt; dove è scritto nel ferro... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nel cerchio d un anello... &lt;br /&gt; dove ancora mi innamoro &lt;br /&gt; e mi fa sospirare così... &lt;br /&gt; adesso e per quando tornerà l'incanto &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E se mi trovi stanco &lt;br /&gt; e se mi trovi spento &lt;br /&gt; sei meglio già venuto &lt;br /&gt; e non ho saputo &lt;br /&gt; tenerlo dentro me &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; I vecchi già lo sanno il perché &lt;br /&gt; e anche gli alberghi tristi &lt;br /&gt; che troppo e per poco e non basta ancora &lt;br /&gt; ed è una volta solo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E ancora proteggi la grazie del mio cuore &lt;br /&gt; adesso e per quando tornerà l'incanto... &lt;br /&gt; l'incanto di te... &lt;br /&gt; di te vicino a me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ho sassi nelle scarpe &lt;br /&gt; e polvere sul cuore &lt;br /&gt; freddo nel sole &lt;br /&gt; e non bastan le parole &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Mi spiace se ho peccato, &lt;br /&gt; mi spiace se ho sbagliato &lt;br /&gt; se non ci sono stato &lt;br /&gt; se non sono tornato &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ma ancora proteggi la grazie del mio cuore &lt;br /&gt; adesso e per quando tornerà il tempo... &lt;br /&gt; il tempo per partire... &lt;br /&gt; il tempo di restare &lt;br /&gt; il tempo di lasciare &lt;br /&gt; il tempo di abbracciare.. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In ricchezza e in fortuna &lt;br /&gt; in pena e in povertà &lt;br /&gt; nella gioia e nel clamore &lt;br /&gt; nel lutto e nel dolore &lt;br /&gt; nel freddo e nel sole &lt;br /&gt; nel sonno e nel rumore &lt;br /&gt; ovunque proteggi la grazia del mio cuore &lt;br /&gt; ...ovunque proteggi la grazia del tuo cuore &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ovunque proteggi proteggimi nel male &lt;br /&gt; ovunque proteggi la grazie del tuo cuore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115798961382569206?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115798961382569206/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115798961382569206' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115798961382569206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115798961382569206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/09/ovunque-proteggi_11.html' title='Ovunque proteggi'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115402576443400621</id><published>2006-07-27T20:15:00.001+02:00</published><updated>2006-07-28T15:02:06.296+02:00</updated><title type='text'>In viaggio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/viet8326.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/viet8326.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;p class="NormalText" style="margin: 0cm 10pt 0.0001pt;" align="justify"&gt;     &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;"La Nellie ruotò sull'ancora senza far oscillare le vele, e restò immobile. La marea si era alzata, il vento era quasi caduto e, dovendo ridiscendere il fiume, non ci restava che ormeggiare aspettando il riflusso.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="NormalText" style="margin: 0cm 10pt 0.0001pt;" align="justify"&gt;     &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:Arial;" &gt;L'estuario del Tamigi si apriva davanti a noi, simile all'imbocco di un interminabile viale. Al largo, il cielo e il mare si univano confondendosi e, nello spazio luminoso, le vele color ruggine delle chiatte che risalivano il fiume lasciandosi trasportare dalla marea, sembravano ferme in rossi sciami di tela tesa tra il luccichio di aste verniciate. Una bruma riposava sulle sponde basse, le cui sagome fuggenti si perdevano nel mare. L'aria era cupa sopra Gravesend, e più indietro ancora sembrava addensarsi in una desolata oscurità che incombeva immobile sulla più grande, e la più illustre, città del mondo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="NormalText" style="margin: 0cm 10pt 0.0001pt;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:Arial;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;da J.Conrad,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:Arial;" &gt; incipit &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:Arial;" &gt; Cuore di tenebra.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/viet8079.1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/viet8079.1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Appena si decide di farne a meno, ci si accorge di come gli aerei ci impongono la loro limitata percezione dell'esistenza; di come, essendo una comoda scorciatoia di distanze, finiscono per scorciare tutto: anche la comprensione del mondo. Si lascia Roma al tramonto, si cena, si dorme un po' e all'alba si è già in India. Ma un paese è anche tutta una sua diversità e uno deve avere pure il tempo di prepararsi all'incontro, deve pur fare fatica per godere della conquista. Tutto è diventato così facile oggi che non si prova più piacere per nulla. Il capire qualcosa è una gioia, ma solo se legato a uno sforzo. Così con i paesi. Leggere una guida, saltando da un aereoporto all'altro, non equivale alla lenta, faticosa acquisizione - per osmosi -degli umori della terra cui, con il treno, si rimane attaccati."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da T.Terzani, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un indovino mi disse&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115402576443400621?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115402576443400621/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115402576443400621' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115402576443400621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115402576443400621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/07/in-viaggio.html' title='In viaggio'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115290235708812660</id><published>2006-07-14T20:28:00.000+02:00</published><updated>2006-07-14T20:45:05.686+02:00</updated><title type='text'>Michelina Endormie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/balthusmichelinaendormie.3.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/400/balthusmichelinaendormie.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;per caso mentre tu dormi&lt;br /&gt;per un involontario movimento delle dita&lt;br /&gt;ti faccio il solletico e tu ridi&lt;br /&gt;così soddisfatta del tuo corpo ridi&lt;br /&gt;approvi la vita anche nel sonno&lt;br /&gt;come quel giorno che mi hai detto:&lt;br /&gt;lasciami dormire, devo finire un sogno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20.8.1981&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Come può un poeta essere amato"&lt;/span&gt; di A.Porta, in Poesie, Milano, 1998&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115290235708812660?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115290235708812660/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115290235708812660' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115290235708812660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115290235708812660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/07/michelina-endormie.html' title='Michelina Endormie'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115289555427787338</id><published>2006-07-14T18:31:00.000+02:00</published><updated>2006-07-14T20:53:33.790+02:00</updated><title type='text'>Ospite</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/VriendschapG.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/400/VriendschapG.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Guest&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;I know you came&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;to stay,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;to share the space&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;behind the curtain,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;to sip the soup&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;that oozes from my spoon-body,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;to reflect in me:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;my stomach a steady pond.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Uova&lt;/span&gt; di Elisa Biagini, Arezzo, Zona, 1999.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ospite&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei venuto, lo so&lt;br /&gt;per restare,&lt;br /&gt;condividere lo spazio&lt;br /&gt;dietro la tenda,&lt;br /&gt;bere a sorsi la zuppa&lt;br /&gt;che cola dal mio corpo-cucchiaio,&lt;br /&gt;per rifletterti in me:&lt;br /&gt;il mio stomaco uno stagno immobile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(traduzione mia)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: left; font-weight: bold;"&gt; &lt;center&gt; &lt;/center&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115289555427787338?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115289555427787338/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115289555427787338' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115289555427787338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115289555427787338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/07/ospite.html' title='Ospite'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115282682928459791</id><published>2006-07-13T23:29:00.000+02:00</published><updated>2006-07-13T23:52:29.316+02:00</updated><title type='text'>Postkarten (Cartoline)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;35.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;parliamo, per piacere, dei piaceri della vita, per una volta (ho detto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;alla moglie di Van Rossum, lunedì verso le 11): (che è una tedesca di Monaco,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;proprio, sotto i 30, credo, bianca di pelle come un bianco d'uovo):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;                                             e il primo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;piacere è chiavare, certo: e poi, per me, dormire nel sole (come dormivo adesso,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;le ho detto, prima che arrivasse lei: a torso nudo come mi vede, e a piedi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;nudi, ecc.): e il terzo è bere vino (francese, possibilmente, come quello&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;che abbiamo bevuto sabato con Berio, e anche venerdì, a Rotterdam e qui):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;(e ho concluso che il paradiso è chiavare nel sole, forse, pieni di Saint-Emilion):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Postkarten&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; di E. Sanguineti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115282682928459791?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115282682928459791/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115282682928459791' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115282682928459791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115282682928459791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/07/postkarten-cartoline.html' title='Postkarten (Cartoline)'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115281977889464057</id><published>2006-07-13T21:24:00.000+02:00</published><updated>2006-07-13T21:44:31.200+02:00</updated><title type='text'>Quello che tutti pensano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/clock.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/clock.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che occorre ignorare i rapporti umani&lt;br /&gt;che le minoranze sono sempre più intelligenti&lt;br /&gt;che il dolore è utile&lt;br /&gt;che la civiltà si fonda sulla morte&lt;br /&gt;che la felicità è il nuovo mito consumistico&lt;br /&gt;che la realtà deve avere un futuro&lt;br /&gt;che è finita l'arte borghese non l'arte&lt;br /&gt;che un unovo stato rivoluzionario esprimerà una nuova arte&lt;br /&gt;che la pittura deve essere multipla&lt;br /&gt;che i negri sono sempre i soliti che ammazzano i bianchi&lt;br /&gt;che i negri sono sempre i soliti che si ammazzano tra di loro&lt;br /&gt;che la natura si ribella&lt;br /&gt;che vedrete che i conti non torneranno&lt;br /&gt;che la parola scritta deve essere politica&lt;br /&gt;che insomma le parole contano moltissimo&lt;br /&gt;ci sono di quelle cose che non si spiegano ma che sono vere&lt;br /&gt;che l'esteticità non deve essere accantonata&lt;br /&gt;che bisogna continuare continuare continuare&lt;br /&gt;che le vetrine sono piene di cose bellissime&lt;br /&gt;che ci si abitua a tutto&lt;br /&gt;che l'erotismo è una routine&lt;br /&gt;che sta accadendo qualosa di molto diverso&lt;br /&gt;è veramente difficile capire&lt;br /&gt;che bisogno c'è di capire&lt;br /&gt;ma allora come si giudica&lt;br /&gt;che i giudici si ribellano al giudizio&lt;br /&gt;chi ci guiderà&lt;br /&gt;che il sogno è verità&lt;br /&gt;che il sogno predice&lt;br /&gt;che la cultura è borghese&lt;br /&gt;che il sogno è menzogna del passato e del futuro&lt;br /&gt;che i sogni si avverano&lt;br /&gt;che le streghe lo sanno&lt;br /&gt;che l'impotenza è tipica delle sinistre&lt;br /&gt;che il sogno è rifugio tardo capitalista&lt;br /&gt;che il sogno è lo specchio dell'amore&lt;br /&gt;che in sogno si chiava e basta&lt;br /&gt;che i cinesi non sognano&lt;br /&gt;che l'istinto di morte ne viene rivelato&lt;br /&gt;che non si parli più di istinto di morte per carità&lt;br /&gt;che gli istinti sono stati inventati&lt;br /&gt;che governare gli istinti è appunto compito del governo&lt;br /&gt;che le cosce rivelano la fica non c'è dubbio&lt;br /&gt;che l'orgasmo è il ritorno alla madre&lt;br /&gt;che nel sogno si chiava nell'acqua&lt;br /&gt;che veniamo dal mare&lt;br /&gt;che al mare ritorniamo&lt;br /&gt;che le prospettive si dilatano&lt;br /&gt;che tutto diventa collettivo&lt;br /&gt;che ci andiamo tutti insieme a morire&lt;br /&gt;che non si fa del moralismo da quattro soldiper pochi soldi&lt;br /&gt;gli universali stanno bene a tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;"Quello che tutti pensano"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, in&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt; Metropolis&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; di Antonio Porta&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115281977889464057?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115281977889464057/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115281977889464057' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115281977889464057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115281977889464057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/07/quello-che-tutti-pensano.html' title='Quello che tutti pensano'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115281575685281049</id><published>2006-07-13T20:02:00.000+02:00</published><updated>2006-07-13T20:39:54.430+02:00</updated><title type='text'>Incipit laborintus</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A chi non fosse chiara la ragione del titolo, qualche considerazione. Ho lavorato, negli ultimi mesi, su Edoardo Sanguineti, uno dei poeti su cui se Dio vuole si reggerà la mia tesi di laurea. "Laborintus" è il titolo della sua prima raccolta, che mutua appunto da Everardo il Tedesco, il quale fa una supposizione etimologica molto azzardata, come molte etimologie medievali. Everardo scompone infatti la parola in due: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Labor&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; (fatica) e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Intus&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; (avv. di luogo che indica "il profondo"). Quindi appunto il Labirinto di Everardo già nel termine rivela la fatica che è propria del cammino nel labirinto. L'etimologia è più affascinante che precisa, ma un po' per Sanguineti, un po' perché piace anche a me l'ho esibita a sottotitolo. Detto questo, a ognuno il suo Labirinto. Internet è un labirinto, ne possiede molte delle caratteristiche. Il fascino, il pericolo, il vicolo cieco, la difficoltà di trovarne una mappa. Non ricordo quando e' stata la prima volta che sono stato affascinato dall'immagine del labirinto. Probabilmente fu con Pollon, come per molti altri miti è stato il primo testo! Poi Borges, poi Rilke...ora mi viene in mente una scena per cui la mia cara amica Ilaria mi prende ancora in giro: in un campeggio, di notte su gli scogli parlavo al telefono con una ragazza da poco conosciuta, avevo 19 anni e per spiegarle una mia difficoltà a fare progetti sul nostro neo-nato amore, mi giustificai dicendo: "sai, sono un tipo labirintico...". I miei amici appostati mi presero giustamente per il culo per mesi! In realtà però io ero dentro un mio labirinto, ovvero solo, strozzato e impossibilitato a dare spiegazioni. Esiste quindi un labirinto verbale. Due ultime considerazioni per ora: una è che dal Labirinto non si esce da soli, come insegna il mito. L'altra è che anche oggi alcune persone si radunano in associazioni e usano labirinti di cotto, sabbia (vedi foto nel post su Asterione) come tecnica di concentrazione o rilassamento. In passato si iscrivevano labirinti nelle chiese come percorso di preghiera (uno è a Lucca). Il pensiero è quindi che ci sono buoni motivi per fare due passi nel proprio labirinto o in quello altrui.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115281575685281049?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115281575685281049/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115281575685281049' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115281575685281049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115281575685281049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/07/incipit-laborintus.html' title='Incipit laborintus'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115280954032236596</id><published>2006-07-13T18:44:00.000+02:00</published><updated>2006-07-13T19:03:23.216+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/LabirImpronta.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/LabirImpronta.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;         &lt;span style="font-weight: 700;font-family:Arial;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: 700;font-family:Arial;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;" align="center"&gt;&lt;span style="font-weight: 700;font-family:Arial;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;Da &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;         Laborintus,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt; 1956&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;di Edoardo Sanguineti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;blockquote&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;&lt;i&gt;           &lt;span style="font-weight: 700;font-family:Arial;" &gt;           &lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;1.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;         &lt;/blockquote&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;         composte terre in strutturali complessioni sono &lt;/span&gt;         &lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;Palus&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt; &lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Putredinis &lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;         riposa tenue &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;Ellie&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;          e tu mio corpo tu infat&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;ti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;          tenue &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;Ellie&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;          eri il mio corpo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;         immaginoso quasi conclusione di una estatica dialettica spirituale         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;noi che          riceviamo la qualità dai tempi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 16pt; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;tu e tu          mio spazioso corpo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;di         &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;flogisto&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;          che ti alzi e ti materializzi nell'idea del nuoto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;         sistematica costruzione in ferro filamentoso lamentoso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;lacuna          lievitata in compagnia di una tenace tematica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;         composta terra delle distensioni &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;         dialogiche&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt; insistenze intemperanti &lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;le          condizioni esteme è evidente esistono realmente queste condizioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;         esistevano prima di noi ed esisteranno dopo di noi qui è il dibattimento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;         liberazioni frequenza e forza e agitazione potenziata e altro &lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-family:Arial;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;aliquot&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;lineae&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;desiderantur&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 250px; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;dove          dormi cuore ritagliato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;e          incollato e illustrato con documentazioni viscerali dove soprattutto         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;vedete          igienicamente nell'acqua antifermentativa ma fissati adesso &lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;         quelli i nani extratemporali i nan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;          insomma o Ellie &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;         nell'aria inquinata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 200px; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;in un          costante cratere anatomico ellittico &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;perché          ulteriormente diremo che non possono crescere &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;tu          sempre la mia natura e rasserenata tu canzone metodologica &lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;         periferica introspezione dell'introversione forza centrifuga delimitata         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;Ellie          tenue corpo di peccaminose escrescenze&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.45pt; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;che          possiamo roteare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;e          rivolgere e odorare e adorare nel tempo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 250px; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;         desiderantur (essi) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;         analizzatori e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;analizzatrici&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;          desiderantur (essi) personaggi anche &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;ed          erotici e sofisticati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 22.35pt; margin-left: 6pt; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-size:85%;" &gt;         desiderantur desiderantur&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115280954032236596?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115280954032236596/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115280954032236596' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115280954032236596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115280954032236596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/07/da-laborintus-1956-di-edoardo.html' title=''/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30980275.post-115263996137460285</id><published>2006-07-11T19:37:00.000+02:00</published><updated>2006-07-11T20:09:27.323+02:00</updated><title type='text'>La casa di Asterione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/ss2_sm.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/320/ss2_sm.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;So che mi accusano di superbia, e forse di misantropia, o di pazzia. Tali accuse (che punirò al momento giusto) sono ridicole. E vero che non esco di casa, ma è anche vero che le porte (il cui numero è infinito)&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; restano aperte giorno e notte agli uomini e agli animali. Entri chi vuole. Non troverà qui lussi donneschi ne' la splendida pompa dei palazzi, ma la quiete e la solitudine. E troverà una casa come non ce n'è altre sulla faccia della terra. (Mente chi afferma che in Egitto ce n'è una simile.) Perfino i miei calunniatori ammettono che nella casa non c'è un solo mobile. Un'altra menzogna ridicola è che io, Asterione, sia un prigioniero. Dovrò ripetere che non c'è una porta chiusa, e aggiungere che non c'è una sola serratura? D'altronde, una volta al calare del sole percorsi le strade; e se prima di notte tornai, fu per il timore che m'infondevano i volti della folla, volti scoloriti e spianati, come una mano aperta. Il sole era già tramontato, ma il pianto accorato d'un bambino e le rozze preghiere del gregge dissero che mi avevano riconosciuto. La gente pregava, fuggiva, si prosternava; alcuni si arrampicavano sullo stilobate del tempio delle Fiaccole, altri ammucchiavano pietre. Qualcuno, credo, cercò rifugio nel mare. Non per nulla mia madre fu una regina; non posso confondermi col volgo, anche se la mia modestia lo vuole. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La verità è che sono unico. Non m'interessa ciò che un uomo può trasmettere ad altri uomini; come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso l'arte della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che è atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la differenza che distingue una lettera dall'altra. Un'impazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere. A volte me ne dolgo, perché le notti e i giorni sono lunghi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Certo, non mi mancano distrazioni. Come il montone che s'avventa, corro pei corridoi di pietra fino a cadere al suolo in preda alla vertigine. Mi acquatto all'ombra di una cisterna e all'angolo d'un corridoio e giuoco a rimpiattino. Ci sono terrazze dalle quali mi lascio cadere, finché resto insanguinato. In qualunque momento posso giocare a fare l'addormentato, con gli occhi chiusi e il respiro pesante (a volte m'addormento davvero; a volte, quando riapro gli occhi, il colore del giorno è cambiato).&lt;br /&gt;Ma, fra tanti giuochi, preferisco quello di un altro Asterione. Immagino ch'egli venga a farmi visita e che io gli mostri la casa. Con grandi inchini, gli dico: "Adesso torniamo all'angolo di prima," o: "Adesso sbocchiamo in un altro cortile," o: "Lo dicevo io che ti sarebbe piaciuto il canale dell'acqua," oppure: "Ora ti faccio vedere una cisterna che s'è riempita di sabbia," o anche: "Vedrai come si biforca la cantina." A volte mi sbaglio, e ci mettiamo a ridere entrambi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma non ho soltanto immaginato giuochi; ho anche meditato sulla casa. Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa e un altro luogo. Non ci sono una cisterna, un cortile, una fontana, una stalla; sono infinite le stalle, le fontane, i cortili, le cisterne. La casa è grande come il mondo. Tuttavia, a forza di percorrere cortili con una cisterna e polverosi corridoi di pietra grigia, raggiunsi la strada e vidi il tempio delle Fiaccole e il mare. Non compresi, finché una visione notturna mi rivelò che anche i mari e i templi sono infiniti. Tutto esiste molte volte, infinite volte; soltanto due cose al mondo sembrano esistere una sola volta: in alto, l'intricato sole; in basso, Asterione. Forse fui io a creare le stelle e il sole e questa enorme casa, ma non me ne ricordo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ogni nove anni entrano nella casa nove uomini, perché io li liberi da ogni male. Odo i loro passi o la loro voce in fondo ai corridoi di pietra e corro lietamente incontro ad essi. La cerimonia dura pochi minuti. Cadono uno dopo l'altro; senza che io mi mac-chi le mani di sangue. Dove sono caduti restano, e i cadaveri aiutano a distinguere un corridoio dagli altri. Ignoro chi siano, ma so che uno di essi profetizzò, sul punto di morire, che un giorno sarebbe giunto il mio redentore. Da allora la solitudine non mi duole, perché so che il mio redentore vive e un giorno sorgerà dalla polvere. Se il mio udito potesse percepire tutti i rumori del mondo, io sentirei i suoi passi. Mi portasse a un luogo con meno corridoi e meno porte! Come sarà il mio redentore? Sarà forse un toro con volto d'uomo? O sarà come me? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il sole della mattina brillò sulla spada di bronzo. Non restava più traccia di sangue.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"Lo crederesti, Arianna?" disse Teseo. "Il Minotauro non s'è quasi difeso."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La casa di Asterione&lt;/span&gt;", in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aleph&lt;/span&gt; di J.L.Borges&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30980275-115263996137460285?l=laborintus-marco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/feeds/115263996137460285/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30980275&amp;postID=115263996137460285' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115263996137460285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30980275/posts/default/115263996137460285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laborintus-marco.blogspot.com/2006/07/la-casa-di-asterione.html' title='La casa di Asterione'/><author><name>stisaia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01826907919959812066</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/2210/3333/1600/162404.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
